Benvenuto nel blog di Irida ESG.

Finanziamenti alle imprese: dal 2026 contano anche i fattori esg
Nei criteri bancari 2026 per concedere finanziamenti, credito e prestiti
alle imprese, oltre ai parametri economici si valutano anche i rischi ESG.

Trasparenza salariale: dove la giustizia diventa strategia
La nuova Direttiva Europea spinge le imprese a costruire sistemi retributivi trasparenti e oggettivi, introducendo il principio della trasparenza salariale, dove il valore del lavoro conta più della negoziazione.

Edilizia sostenibile: come costruire meglio per vivere meglio
L’edilizia sostenibile propone un nuovo modo di costruire, in equilibrio con la natura e rispettoso delle sue risorse. Utilizza materiali naturali, progettazione bioclimatica ed efficienza energetica per creare case sane e durature. Costruire così non significa solo abitare meglio, ma vivere in armonia con la terra.

Pensare per sistemi: intelligenza collettiva per costruire il domani
Solo connettendo persone, idee e risorse possiamo costruire soluzioni nuove. Il pensiero sistemico e l’intelligenza collettiva aprono la strada a comunità più resilienti e sostenibili.

Comunità Energetiche Rinnovabili: significato, funzionamento e l’esempio del Friuli
Le Comunità Energetiche Rinnovabili uniscono cittadini, imprese ed enti locali per produrre e condividere energia pulita.
Il caso di Fontanafredda, primo in Friuli Venezia Giulia con partecipazione pubblica, ha aperto la strada ad altri progetti in regione.

Sostenibilità oltre il profitto: aziende e natura, un futuro rigenerativo e inclusivo
In un’epoca segnata da crisi ambientali, disuguaglianze sociali e instabilità economiche, la sostenibilità non può più essere considerata un semplice strumento di marketing o un obbligo normativo. Sta emergendo un nuovo paradigma: le aziende non devono solo “fare meno male”, ma “fare del bene”. Un approccio rigenerativo e inclusivo mette al centro la co-evoluzione tra economia, società e ambiente. Stiamo quindi andando oltre la sostenibilità tradizionale, verso il passaggio al paradigma rigenerativo. Quali sono le principali differenze? La sostenibilità “classica” punta a ridurre i danni: meno CO₂, meno plastica, meno sprechi. Il modello rigenerativo va oltre: ripristina gli ecosistemi, valorizza le comunità locali, promuove i cicli naturali. L’esempio classico potrebbe essere rappresentato da un’azienda che riforesta e tutela la biodiversità, oltre a compensare le emissioni carboniche. “Essere sostenibili oggi non significa più solo sopravvivere: significa rigenerare ciò che è stato danneggiato.” Janine Benyus (autrice americana di scienze naturali). Le imprese:

Transizione energetica e voucher digitali: bando per Udine e Pordenone
Bando voucher digitali e transizione energetica per la concessione e contestuale erogazione di contributi per le MPMI delle ex province di Pordenone e Udine.

Agricoltura rigenerativa: il modello AIAB FVG
In un’epoca in cui la sostenibilità non basta più, la rigenerazione emerge come una risposta più profonda. Non solo riduce l’impatto, ma restituisce vita ai territori, alle relazioni, alla terra. È un processo collettivo, fatto di ascolto, piccoli gesti e nuove alleanze. AIAB FVG incarna questo approccio sistemico attraverso l’agricoltura biologica, le filiere corte e il coinvolgimento attivo delle comunità. Il loro modello dimostra che rigenerare non è un’utopia, ma una pratica possibile. E in Friuli Venezia Giulia, è già in corso.

La sostenibilità aziendale come fonte di vantaggio competitivo
In un mondo sempre più interconnesso e vulnerabile ai cambiamenti climatici, alle disuguaglianze sociali e alle crisi economiche globali, il concetto di sostenibilità è passato da valore accessorio a leva strategica per le imprese. La sostenibilità non riguarda più soltanto la responsabilità sociale o la tutela ambientale in senso astratto: è diventata una componente essenziale della competitività aziendale. Le imprese che sanno integrare in modo coerente criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nella propria strategia di business ottengono benefici concreti: riducono i rischi, migliorano la reputazione, attraggono talenti e capitali, e si posizionano meglio sul mercato nel lungo periodo.Parlare di sostenibilità nel business significa andare oltre l’adozione di pratiche “green”. Significa costruire modelli aziendali capaci di generare valore economico rispettando le risorse naturali, promuovendo equità sociale e garantendo trasparenza nei processi decisionali. I tre pilastri della sostenibilità I tre pilastri fondamentali della sostenibilità aziendale sono: Ambientale: riduzione dell’impatto ecologico, efficientamento energetico, uso responsabile

Rating di legalità: benefici per imprese e ruolo strategico dei commercialisti
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha recentemente pubblicato un documento dedicato al rating di legalità, con l’intento di promuoverne l’adozione da parte delle imprese come leva strategica per la crescita e la competitività. La pubblicazione si propone di evidenziare non solo i vantaggi concreti derivanti dall’ottenimento del rating in ambito finanziario, reputazionale e normativo, ma anche il ruolo fondamentale che i commercialisti possono svolgere nell’accompagnare le aziende in questo percorso. Attraverso tale iniziativa, il CNDCEC rilancia con forza il valore della cultura della legalità, presentando la reputazione d’impresa come un asset strategico e duraturo, e valorizzando il commercialista come consulente esperto in grado di orientare le scelte imprenditoriali verso modelli di gestione trasparenti, etici e sostenibili. Cosa è il rating di legalità Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Legge n. 1/2012 e successivamente regolamentato da diverse delibere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del

Strumenti di rendicontazione ESG: Report di Sostenibilità e Report Integrato. La scelta degli studi professionali
Il Report di Sostenibilità Un Report di Sostenibilità è un documento che un’organizzazione pubblica per comunicare le proprie performance e gli impatti in materia di sostenibilità, coprendo aspetti ambientali, sociali ed economici. Include informazioni su politiche, obiettivi, iniziative e risultati relativi a temi come la gestione delle risorse, le emissioni di CO2, le condizioni lavorative, la diversità, l’etica aziendale e il contributo alla comunità. L’obiettivo è promuovere trasparenza, responsabilità e dialogo con gli stakeholder, spesso seguendo standard internazionali come GRI (Global Reporting Initiative) o le linee guida ESG (Environmental, Social, Governance). Il Report Integrato Un Report Integrato è un documento che combina informazioni finanziarie e non finanziarie di un’organizzazione, presentando in modo integrato le performance economiche, ambientali, sociali e di governance (ESG). L’obiettivo è mostrare come la strategia, le attività e la creazione di valore siano interconnesse, considerando gli impatti a breve, medio e lungo termine sugli stakeholder. Segue spesso

La Rigenerazione: un percorso di Rinnovamento e Sostenibilità
La rigenerazione è un concetto chiave nel dibattito contemporaneo, che coinvolge molteplici ambiti: dall’ambiente alla società, dall’urbanistica all’individuo, al sistema economico. Si tratta di un processo di rinnovamento che mira a dare nuova vita a sistemi, strutture e comunità, promuovendo la sostenibilità e il benessere collettivo. Rigenerazione ambientale La rigenerazione ambientale riguarda il recupero e la valorizzazione degli ecosistemi danneggiati dall’attività umana. Attraverso la riforestazione, il ripristino delle zone umide, la bonifica dei suoli contaminati e la protezione della biodiversità, si cerca di ristabilire l’equilibrio naturale e contrastare i cambiamenti climatici. Rigenerazione urbana Le città moderne affrontano sfide come il degrado degli spazi pubblici, l’inquinamento e la scarsità di aree verdi. La rigenerazione urbana consiste nella riqualificazione di edifici abbandonati, nella creazione di spazi inclusivi e nella promozione della mobilità sostenibile. Questo approccio non solo migliora l’estetica urbana, ma favorisce anche la coesione sociale e l’economia locale. Rigenerazione sociale La

Guida completa alla rendicontazione di sostenibilità secondo gli Standard ESRS
Introduzione agli ESRS Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) rappresentano i nuovi standard europei per la rendicontazione della sostenibilità aziendale, adottati dalla Commissione Europea nel luglio 2023. Questi standard sono parte integrante del percorso verso la sostenibilità dell’economia europea, avviato con il Green Deal del 2019 e supportato da varie direttive e atti legislativi, tra cui la direttiva CSRD, la direttiva CSDDD per la due diligence e la normativa sul Greenwashing 2024/825/UE. Grazie agli ESRS, le aziende possono effettuare una valutazione completa dell’impatto ESG della propria filiera, utilizzando gli standard specifici per monitorare e migliorare le proprie performance di sostenibilità. Gli ESRS rappresentano, quindi, una base fondamentale per le normative sulla sostenibilità e offrono alle imprese strumenti utili per analizzare e migliorare i propri processi interni, contribuendo alla trasparenza e alla responsabilità aziendale. Principio della doppia materialità Uno dei principi chiave degli ESRS è la doppia materialità, che richiede alle

Direttiva CSRD recepita parzialmente: solo 14 Paesi U.E. l’hanno adottata
Nonostante la scadenza del 6 luglio 2024 per il recepimento della direttiva CSRD all’interno degli ordinamenti nazionali degli Stati membri dell’U.E., ad oggi solo una parte di Paesi ha adottato leggi ad hoc per attuarla. Pertanto, il recepimento della CSRD nelle legislazioni nazionali dei Paesi membri dell’U.E. procede a ritmi diversi e con approcci che riflettono le specificità normative e socio-economiche di ciascun Paese. È quanto viene evidenziato da diversi studi legali (quali, ad esempio, Ropes & Gray o Linklaters) che monitorano lo stato di avanzamento del recepimento della direttiva nei Paesi dell’U.E. Stato attuale del recepimento della CSRD nei Paesi U.E. Attualmente, combinando le informazioni disponibili, si può affermare che 14 Paesi hanno già adottato leggi per attuare la CSRD, almeno parzialmente. Tra questi, si trovano Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Liechtenstein, Irlanda, Italia, Lituania, Repubblica Ceca (parziale recepimento), Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria. Altri 8 Paesi hanno progetti di legge
La nuova rendicontazione societaria della sostenibilità
Il Decreto Legislativo n. 125 del 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10/09/2024, recepisce in Italia la Direttiva 2022/2464/UE sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive). Il decreto introduce l’obbligo per le imprese di integrare nei propri bilanci informazioni dettagliate su aspetti ambientali, sociali e di governance (rendicontazione ESG). L’obiettivo delle istituzioni europee è quello di promuovere la trasparenza e la responsabilità, contribuendo a sviluppare un’economia più sostenibile e attenta agli impatti delle attività imprenditoriali. A chi si rivolge il Decreto legislativo 125/24? La normativa si applica alle società costituite nella forma giuridica della società per azioni, della società in accomandita per azioni, della società a responsabilità limitata, della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice, nonché alle imprese di assicurazione e enti creditizi indipendentemente dalla loro forma giuridica. La CSRD si applica progressivamente e ad una platea sempre più ampia di imprese, come