Direttiva CSRD recepita parzialmente: solo 14 Paesi U.E. l’hanno adottata

Nonostante la scadenza del 6 luglio 2024 per il recepimento della direttiva CSRD all’interno degli ordinamenti nazionali degli Stati membri dell’U.E., ad oggi solo una parte di Paesi ha adottato leggi ad hoc per attuarla.

Pertanto, il recepimento della CSRD nelle legislazioni nazionali dei Paesi membri dell’U.E. procede a ritmi diversi e con approcci che riflettono le specificità normative e socio-economiche di ciascun Paese.

È quanto viene evidenziato da diversi studi legali (quali, ad esempio, Ropes & Gray o Linklaters) che monitorano lo stato di avanzamento del recepimento della direttiva nei Paesi dell’U.E. 

Stato attuale del recepimento della CSRD nei Paesi U.E.

Attualmente, combinando le informazioni disponibili, si può affermare che 14 Paesi hanno già adottato leggi per attuare la CSRD, almeno parzialmente. Tra questi, si trovano Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Liechtenstein, Irlanda, Italia, Lituania, Repubblica Ceca (parziale recepimento), Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria.

Altri 8 Paesi hanno progetti di legge in corso di approvazione: Cipro, Estonia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi e Slovenia. Ancora più indietro sono Polonia e Spagna, che hanno avviato consultazioni pubbliche ma non hanno ancora presentato testi legislativi ufficiali.

Infine, rimangono 6 Paesi che non hanno ancora avviato consultazioni o introdotto legislazioni per il recepimento della direttiva: Austria, Belgio, Grecia, Islanda, Malta e Portogallo. Tuttavia, per Belgio e Grecia, sono stati registrati segnali di avanzamento: secondo Linklaters, una bozza di legge belga è stata sottoposta all’esame del Consiglio di Stato, che ha fornito i suoi commenti al legislatore, mentre in Grecia la commissione competente ha completato la redazione della bozza, già presentata al Ministero per il successivo iter legislativo.

Discrepanze nel processo di recepimento e dettagli sul caso italiano

Questa situazione evidenzia una certa discrepanza tra i Paesi, nonostante la CSRD stabilisse un termine per il recepimento entro il 6 luglio 2024. Inoltre, a differenza delle direttive di massima armonizzazione, la CSRD consente il “gold-plating”, ovvero la possibilità per gli Stati membri di estendere o modificare i requisiti della direttiva durante la trasposizione nelle leggi nazionali.

In Italia, nonostante la scadenza originale del 6 luglio 2024, il termine per l’approvazione della CSRD è stato esteso al 10 settembre 2024. Il decreto legislativo 125/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e ufficialmente in vigore dal 25 settembre 2024, ha introdotto la figura del “revisore di sostenibilità”. Tale revisore è iscritto nel Registro dei revisori legali e abilitato anche allo svolgimento dell’attività di assurance della rendicontazione di sostenibilità. Il decreto stabilisce i requisiti professionali necessari per l’abilitazione e prevede un regime transitorio semplificato per i revisori iscritti entro il 1° gennaio 2026.